Intervista

Luca Bonasegale CSO PROGETTI E SOLUZIONI 

Le tecnologie e i servizi digitali a disposizione delle Utility sono sempre più numerosi. Che cosa cambia, oggi, rispetto alla semplice digitalizzazione di un processo?

Digitalizzare un processo significa certamente renderlo più veloce, accessibile ed efficiente. Ma oggi le opportunità sono molto più ampie: una Utility può dialogare con banche dati pubbliche, utilizzare sistemi di identità digitale, gestire pagamenti elettronici, comunicare con i propri utenti attraverso canali digitali.
Il vero valore nasce quando queste possibilità non rimangono strumenti separati, ma riescono a dialogare tra loro e a inserirsi con naturalezza nei processi dell’azienda. Per una software house come la nostra, questa è una delle direzioni più interessanti: non aggiungere complessità tecnologica, ma utilizzarla per costruire percorsi più semplici.
La possibilità di accedere a dati e servizi della Pubblica Amministrazione attraverso la PDND, ad esempio, apre alle Utility nuove possibilità di integrazione e di automatizzazione. L’accesso ai dati ANPR può consentire di disporre di informazioni aggiornate senza chiedere nuovamente al cittadino ciò che è già disponibile presso la Pubblica Amministrazione. L’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente) è solo una delle fonti disponibili. Attraverso la PDND una Utility può verificare la residenza e lo stato di famiglia del proprio cliente e recuperarne il domicilio digitale da INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali) o da INI-PEC per imprese e professionisti, così da poter inviare comunicazioni con valore legale all’indirizzo corretto. Sono tutte informazioni che oggi, nella maggior parte dei casi, vengono ancora chieste al cliente e inserite a mano. Il tema, però, non è soltanto “poter accedere” a un dato. È riuscire a portarlo all’interno del proprio processo in modo semplice, sicuro e realmente utile all’attività quotidiana. Ed è proprio in questo passaggio che una tecnologia di integrazione può fare la differenza.

 

 

Anche l’interazione con il cittadino sta cambiando. In che modo?

Il cittadino si aspetta sempre più di poter interagire con i servizi in maniera semplice e attraverso strumenti che già conosce. L’identità digitale tramite SPID e CIE, i pagamenti attraverso pagoPA, le comunicazioni tramite app IO sono esempi concreti di questa evoluzione. Per la Utility questo significa poter offrire servizi più accessibili e immediati, ma anche semplificare le attività interne che li rendono possibili. La tecnologia, quindi, dovrebbe fare una cosa molto semplice: far sembrare semplice ciò che dietro le quinte è complesso.
StarHUB Utility nasce proprio dall’esigenza di mettere in relazione soluzioni e servizi diversi, evitando che la Utility debba affrontare ogni volta la complessità delle singole integrazioni. Interoperabilità, accesso ai dati, identità digitale, pagamenti e comunicazione con il cittadino possono diventare parti di un ecosistema nel quale le diverse componenti dialogano tra loro. Non si tratta quindi di proporre un’altra tecnologia da aggiungere a quelle già presenti, ma di rendere più semplice utilizzare insieme quelle che già esistono.
Crediamo che il valore non stia soltanto nell’automatizzare un’attività o nel digitalizzare un servizio. Sta nel liberare tempo e risorse dalla complessità, permettendo alle persone di concentrarsi maggiormente sulle attività che generano valore per l’azienda e per i suoi utenti. È questo il nostro approccio: mettere la tecnologia al servizio della semplicità, accompagnando le Utility verso un ecosistema digitale più connesso, nel quale il rapporto con la Pubblica Amministrazione e con il cittadino possa diventare più fluido ed efficace.

 

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